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Liceo Sperimentale in 4 anni: aspettative e rischi

Dagli studenti, per gli studenti

Liceo Sperimentale in 4 anni: aspettative e rischi

27/10/2017 Uncategorized 0

Finire le superiori in quattro anni? Sembrerebbe un sogno, ma è la realtà grazie al decreto firmato dalla Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. A partire dal prossimo anno si avvierà su scala nazionale questa sperimentazione in 100 classi.

Da studente, so quanto sia allettante l’idea di poter “soffrire” un anno di meno, ma questa proposta è importante non solo per questo. È un’occasione per migliorare il sistema scolastico italiano da un punto organizzativo e metodologico. Bisogna, però, essere coscienti dei numerosi rischi e delle possibili degenerazioni che questo coraggioso esperimento può comportare. 

Perché è una buona cosa

Non credo di esagerare affermando che l’istruzione nel nostro paese sia ciò che di meglio si possa trovare (sia in Europa che nel contesto internazionale), dal punto di vista della trasmissione del sapere e della formazione degli studenti come persone. Parlo anche per esperienza personale; grazie a esperienze internazionali ho potuto partecipare a delle lezioni “in terra straniera” e quindi confrontarmi con una didattica diversa dalla nostra. In quanto a spirito critico e conoscenze acquisite, non c’era paragone. 

Al contempo è però innegabile che la nostra formazione sia spesso scadente sul piano dell’organizzazione e, soprattutto, del metodo.

Probabilmente, il fattore penalizzante più evidente è proprio la maggiore durata della scuola superiore: cinque anni invece che quattro. Un anno in meno può sembrare poco, ma in un mondo in cui i tempi dell’istruzione continuano ad allungarsi sempre di più e ci si affaccia sul mondo del lavoro sempre più tardi, il dato diventa estremamente rilevante. Ancora una volta potrei fare un esempio legato  all’esperienza personale: ho visto mia cugina, ragazza francese nata il mio stesso anno, iniziare l’università un anno prima di me. Se si potesse mantenere la stessa qualità, “concentrata” in quattro anni piuttosto che cinque, sarebbe perfetto.

Personalmente, spero che questa sperimentazione porti proprio a questo, ma niente sarà possibile senza un radicale cambio nella metodologia didattica. Su questo aspetto l’Italia è molto indietro rispetto agli altri paesi: troppe lezioni frontali a discapito di laboratori o lavori di gruppo, mancato o inefficiente uso dei mezzi digitali, insegnamento troppo “manualistico” delle lingue straniere. Non voglio dire che la vecchia maniera sia da buttare via, anzi, è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale coadiuvarla ad un modo alternativo di affrontare l’insegnamento, per dare modo agli studenti di sviluppare una più ampia gamma di capacità intellettuali.

Il liceo breve, oltre a risolvere il primo problema della durata, sembra essere sulla buona strada per risolvere anche la questione del metodo. Infatti, il comunicato del Miur afferma che le scuole che vorranno candidarsi “dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l’articolazione e la rimodulazione dei piani di studio, per l’utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l’uso della metodologia CLIL (lo studio di una disciplina in una lingua straniera), per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l’università e i percorsi terziari non accademici”¹

I possibili rischi a cui stare attenti

La maggior parte degli articoli scritti su questo argomento si possono dividere in due categorie: la pura informazione (buona e giusta) e la critica ad oltranza. Questa ha apocalitticamente dipinto il progetto del Ministero dell’Istruzione come una resa all’abbandono scolastico², una fabbrica di cittadini specializzati ma acritici e un anticipo dell’ingresso nel precariato³. Con tutto il dovuto rispetto questa mi sembra un’esagerazione. I rischi, però, ci sono, e bisogna esserne ben coscienti.

In prima battuta l’incognita più rilevante: È possibile mantenere la stessa qualità dell’insegnamento in un tempo minore? Questa è la vera sfida che determinerà se il liceo breve sia una buona alternativa oppure un misero fallimento.

La Ministra sembra avere tutta l’intenzione di vincere la scommessa, considerata l’importanza attribuita all’innovazione metodologica e la scelta di mantenere invariati i programmi. Tuttavia quest’ultimo proposito, nonostante le buone intenzioni, potrebbe rivelarsi dannoso, perché, oltre ad andare (per ovvie ragioni) a rendere l’orario più pesante, potrebbe portare a “fare un po’ di tutto, ma male”

Un altro problema impellente che si profila ogni qualvolta si cerchi di riformare il sistema scolastico è la formazione del corpo docenti: una rivoluzione nella didattica non può che procedere di pari passo con chi se ne occupa in prima persona. Purtroppo molti insegnanti si sono spesso dimostrati abbastanza restii al cambiamento, e ancora oggi la loro formazione è ancorata ad un modello del passato. Perciò la preparazione degli insegnanti dovrebbe essere una priorità assoluta.

Infine, questa innovazione contiene in sé una possibile degenerazione (che si avvicina alle predizioni catastrofiche sopra citate) a cui bisogna stare molto attenti. Il rischio è  che il focus sull’inserimento nel mondo del lavoro possa privilegiare lo sviluppo delle “competenze” a discapito delle “conoscenze” e che l’innovazione si trasformi di fatto in regressione.

 

In ogni caso, l’idea del liceo in quattro anni è ottima come  opportunità per migliorare ulteriormente un buon sistema scolastico soprattutto dal punto di vista metodologico, prestando però attenzione ai possibili rischi e cercando di prevenirli

Benjamin Cucchi (responsabile delle rubriche di Storia, Inglese e Francese)

 

1) Diploma in 4 anni: al via sperimentazione in 4 classihttps://www.tuttoscuola.com/diploma-4-anni-meglio-tardi-mai-si-puo-meglio/

2) M. LILLI, Superiori in quattro anni? Il Miur contrasta l’abbandono scolastico con una resahttp://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/16/superiori-in-quattro-anni-il-miur-contrasta-labbandono-scolastico-con-una-resa/3586323/

3) R. CICCARELLI, Liceo breve, fare 4 anni di scuola per anticipare il precariato a vitahttps://ilmanifesto.it/liceo-breve-fare-4-anni-di-scuola-per-anticipare-il-precariato-a-vita/

4) V. SANTARPIA, Scuola: diploma in quattro anni, al via la sperimentazione in 100 classihttp://www.corriere.it/scuola/17_agosto_07/scuola-diploma-quattro-anni-via-sperimentazione-100-classi-ee746c20-7b56-11e7-8e8c-39c623892090.shtml

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