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Scuola digitale: precauzioni per l’uso

Dagli studenti, per gli studenti

Scuola digitale: precauzioni per l’uso

30/11/2018 Uncategorized 0

“Se non è e non sarà digitale, la scuola non avrà futuro”.

Queste le parole di Luca Atlas (neocommissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale) in occasione degli Stati generali della scuola digitale,  organizzati a Bergamo dal Centro studi ImparaDigitale.

Sarà vero? La scuola dovrebbe essere digitale? In quanto realtà che opera nell’e-learning e nell’educazione attraverso il digitale ci sentiamo direttamente coinvolti nella discussione e vogliamo darvi la nostra opinione.

Il digitale: rischi e potenzialità

Partiamo con il mettere in chiaro una cosa: il processo di digitalizzazione della scuola è già in corso. Sempre più spesso si vedono in giro lavagne elettroniche, registri online e classi virtuali. Il problema è che queste innovazioni sono spesso a carico delle scuole stesse che quindi, se non hanno i mezzi, restano indietro. E comunque anche quelle più avanti non riescono a stare al passo con le velocissime trasformazioni del mondo digitale.

È quindi cosa buona e giusta facilitare questo processo ma soprattutto orientarlo in maniera funzionale alla scuola. Perché non è solo una questione di adattarsi per sopravvivere: il digitale rappresenta anche una possibilità per la scuola di migliorarsi e svolgere ancora meglio il proprio ruolo di educazione e informazione.

Quindi sì alla scuola digitale, ma fatta in un certo modo. Il digitale offre rischi e potenzialità e proprio in queste due direzione dovrebbe svilupparsi la scuola: educare gli studenti ai rischi e sfruttare le potenzialità da un punto di vista didattico (oltre che amministrativo).

Educare ai rischi

Non prendiamoci in giro: Internet è bello, è fantastico, è una delle migliori invenzioni del secolo ma ha i suoi lati oscuri. Come ogni mezzo l’impatto positivo o negativo che può avere dipende da come viene usato. E la grande pervasività e importanza che Internet ha assunto nelle nostre vite rende questi rischi sempre più presenti.

Questo è vero soprattutto per noi giovani e ancora di più per le nuove generazioni di studenti. Ormai siamo tutti completamenti immersi nel mondo digitale ed è diventato parte fondamentale della nostra vita. Ora più che mai è necessario educare ad un suo uso sicuro e consapevole.

Come si fa educazione alla cittadinanza ed educazione sessuale (anche se entrambe sono fatte in modo molto blando purtroppo) si dovrebbe fare anche educazione al digitale. Non si tratta di vietarne l’uso ma di incoraggiarne un uso corretto.

Sfruttare le potenzialità

La scuola avrebbe tanto da prendere dal mondo digitale e potrebbe innovarsi considerevolmente. Il che non significa per forza sostituire libri, carta e penna con computer e iPad. Questo è un modo superficiale di digitalizzare la scuola che non ne capisce le vere potenzialità.

La possibilità è quella di cambiare l’approccio didattico: passare dal nozionismo frontale all’interattività e alla condivisione. Facendo si impara certamente molto di più che semplicemente ascoltando, magari distratti da qualcos’altro. Condividendo con gli altri si è certamente più invogliati ad acquisire nuovo sapere che rimanendo isolati e sommersi dallo studio.

Oltre a ciò si moltiplicano i mezzi attraverso cui trasmettere le conoscenze: video (come i nostri!), immagini, quiz e chi ne ha più ne metta. Le possibilità sono limitate solo dall’immaginazione. Tutti ciò ovviamente con una funzione non sostituiva ma di supporto alle modalità didattiche tradizionale. Con i nostri video non presumiamo certo di sostituire la lezione di un professore, però siamo convinti di essere un aiuto allo studio non indifferente.

Come rendere la scuola digitale?

Il processo di digitalizzazione della scuola è tutt’altro che semplice e, per evitare che vada nella direzione sbagliata, deve essere seguito con attenzione. Il supporto e l’azione direttiva delle istituzioni è quindi fondamentale.

Ma niente sarà realizzabile senza i professori. Sono loro ad essere in diretto contatto con gli studenti, sono loro i primi ad essere formati, sono loro i primi ad essere portatori di questa innovazione. Anche perché spesso sono proprio loro i più spersi davanti ai nuovi rischi e potenzialità offerte dal mondo digitale.

Nel frattempo ognuno deve fare il suo per contribuire a questo processo. Noi continueremo a fare video per aiutare gli studenti del liceo nello studio e nel ripasso: non ci sembra una cosa da poco!

Benjamin Cucchi

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