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Seconda Guerra Mondiale: video

Dagli studenti, per gli studenti

Seconda Guerra Mondiale: video

22/12/2019 APPUNTI PIÙ DI 60 VIDEOLEZIONI 0

Prima di cominciare, dobbiamo fare una piccola precisazione. In questo video ci concentreremo sulla Seconda Guerra Mondiale in senso, diciamo,  cronologico. Quindi, saremo sintetici sugli antefatti e sui temi dei totalitarismi, della Shoah e della resistenza. Questo non perché siano temi poco importanti, ma anzi sono talmente importanti che riteniamo debbano avere un video a parte per essere compresi appieno. Bene, cominciamo! 

GLI ANTEFATTI

Per comprendere la Seconda Guerra Mondiale dobbiamo partire dalla Prima Guerra Mondiale. O meglio, dal periodo di transizione tra i due conflitti, che viene definito Primo Dopoguerra, e dura dal 1918 al 1939.  

Il grande fenomeno a cui assistiamo in questi 20 anni è l’ascesa dei totalitarismi. Ovvero, il sorgere di regimi politici caratterizzati dal tentativo di controllare in modo capillare la vita dei cittadini attraverso l’imposizione di un’ideologia. A questo modello sono conformi  il comunismo sovietico di Stalin nato nel 1917 in seguito alla Rivoluzione russa, il fascismo italiano di Mussolini nato nel 1922 in seguito alla Marcia su Roma e il nazismo tedesco di Hitler nato nel 1933 tramite regolare elezione.

Le cause che hanno portato all’ascesa dei totalitarismi sono molteplici e intrecciate tra loro. Per lo scopo di questo video abbiamo individuato tre fattori principali. Ognuno di questi può legarsi a un evento esemplificativo, che tratteremo separatamente.

  1. Anzitutto, finita la Grande Guerra, le dure condizioni di vita e il tentativo della Russia sovietica di “esportare la rivoluzione” producono una serie di agitazioni, scioperi e rivoluzioni popolari. Non a caso, gli anni che vanno dal 1919 al 1920 sono chiamati il “Biennio rosso”. Questo è importante perché la crescente paura della rivoluzione comunista e la difficoltà dei governi liberali di contrastarli avvicina la borghesia all’estrema destra, favorendo in Italia e Germania l’ascesa dei totalitarismi.
  2. Il secondo fattore è la crisi economica. Come abbiamo appena detto, le condizioni di vita sono molto difficili dopo la guerra: bisogna riconvertire l’economia di guerra in un’economia non-bellica, bisogna ricostruire, eccetera… La situazione è particolarmente difficile per i paesi che sono usciti “perdenti” dal primo conflitto mondiale, perché, come nel caso della Germania, devono pagare ingenti debiti di guerra oppure, come l’Italia, non si vedono riconosciute le proprie pretese territoriali. La situazione scoppia con la crisi del 1929, un gigantesco crollo del sistema economico statunitense che ha coinvolto anche i paesi europei provocando inflazione, disoccupazione, aumento dei prezzi, crollo del potere d’acquisto… insomma, una situazione che ha contribuito in Germania, all’ascesa di Hitler, in Italia, al passaggio alla politica economica autarchica fascista.
  3. Infine, l’ultimo fattore è l’acuirsi dei conflitti internazionali. Evento emblematico di questo fenomeno è la Guerra civile spagnola tra il 1936 e il 1939. Questa era iniziata, appunto, come una guerra civile. Da un lato, il cosiddetto “Fronte repubblicano” che raggruppava comunisti, liberali, democratici, socialisti, anarchici (e chi ne ha più ne metta). Dall’altro, la destra filo-fascista guidata dal generale Francisco Franco. Ma lo scontro si trasforma presto in un conflitto internazionale: l’Unione Sovietica e varie brigate antifasciste intervengono a fianco del Fronte repubblicano, Germania e Italia danno il loro sostegno a Francisco Franco, mentre gli altri Stati europei non agiscono, se non attraverso interventi umanitari. 

La tensione tra le nazioni aumenta con la politica espansionistica della Germania nazista, che nel 1938 annette l’Austria e la regione cecoslovacca dei Sudeti. Nel frattempo vengono stretti vari accordi e alleanze. La Germania nel 1939 firma prima con l’Italia il Patto d’Acciaio, un accordo di mutua difesa in caso di guerra, e poi con l’Unione Sovietica il Patto di non aggressione, che contiene anche una clausola segreta per la spartizione della Polonia. La goccia che fa traboccare il vaso e che fa scoppiare la guerra è appunto l’occupazione della Polonia, il 1 settembre del 1939.

LE CARATTERISTICHE

La Seconda Guerra Mondiale è una guerra particolare sotto molti punti di vista. Anzitutto è una guerra totale, tecnologica e ideologica. Infatti, ancora più rispetto alla Prima Guerra Mondiale, questa coinvolge direttamente i civili e pone l’economia al servizio della guerra. Questo porta ad un enorme sviluppo della tecnologia bellica, che vede per esempio l’invenzione dei radar, dei carri armati e (come purtroppo ben sappiamo) della bomba atomica. Lo sviluppo tecnologico si vede anche nell’industria mediatica che gioca un ruolo fondamentale in quello che è stato anche (se non piuttosto) uno scontro di ideologie.

Inoltre, la guerra cambia drasticamente volto nel suo svolgimento. Inizia come una guerra lampo, ovvero un’offensiva massiccia e rapidissima che fa largo uso di aerei e carri armati, con l’obiettivo di conquistare i territori in tempi molto brevi e con un solo attacco. La Germania adotta questa strategia perché era realisticamente l’unico modo per vincere la guerra, dato che non possedeva le risorse necessarie a sostenere una guerra di logoramento. Eppure è proprio a quella si arriva.

GLI EVENTI 

Gli anni del 1939 e del 1940 sono appunto quelli della guerra lampo. Il 1 settembre 1939 Germania e Unione Sovietica attaccano la Polonia e nel giro di pochi giorni se la spartiscono. Francia e Inghilterra dichiarano guerra ma per lungo tempo si verifica uno stallo sulle linee di difesa, tanto che i francesi iniziano a definire il conflitto “drôle de guerre” (la strana guerra). Nel frattempo la Germania conquista facilmente i paesi della penisola scandinava mentre i paesi baltici sono occupati dall’Unione Sovietica perché “indispensabili per la protezione dell’URSS”. Finalmente il 10 maggio 1940 , passando prima del Belgio e dall’Olanda, la Germania sferra il suo attacco alla Francia, che nel giro di poco più di due mesi viene sconfitta. La Francia viene divisa in due: il Nord è occupato, a Sud invece si insedia un governo collaborazionista con sede a Vichy.

Mentre si svolge la conquista della Francia, il 10 giugno 1940 anche l’Italia entra in guerra a fianco della Germania. Il Patto d’Acciaio del 1939 obbligava l’Italia ad entrare in guerra, ma questa, in seguito alla precedente Guerra d’Etiopia e all’intervento nella recente Guerra Civile Spagnola, non era assolutamente pronta né militarmente né economicamente. Però, gli strabilianti successi della Germania inducono tutti a pensare che avrebbe presto vinto la guerra, e portano l’Italia ad unirsi comunque al conflitto. Tutta l’inadeguatezza e l’impreparazione dell’Italia si rivelano nel fallimento delle successive campagne in Nord Africa ed Est Europa dove perderà sistematicamente contro l’Inghilterra e avrà costante bisogno di essere aiutata dall’alleato.

La guerra sembra volgere al suo termine: resta da sconfiggere solo l’Inghilterra. Nell’agosto del 1940 la Germania tenta di attaccare le coste inglesi con l’aiuto dell’aviazione. Dopo una durissima battaglia aerea, molte città inglesi vengono distrutte ma l’invasione viene fermata. Con questa, che sarà ricordata come la battaglia d’Inghilterra, la veloce guerra lampo lascia spazio a una lunga guerra di logoramento. Comunque, il 1940 si conclude con un bilancio positivo per la Germania, che può vantare numerose conquiste territoriali e, oltre a quella dell’Italia, anche l’alleanza del Giappone con la firma del Patto tripartito. Germania, Italia e Giappone formano così il cosiddetto Asse Roma-Berlino-Tokyo, da qui deriva anche il nome con cui vengono ricordate, ovvero: le “Potenze dell’Asse”.

 

LA GUERRA MONDIALE

Il 1941 è l’anno in cui il conflitto diventa mondiale, soprattutto con l’entrata in guerra dei due paesi che saranno protagonisti del secondo dopoguerra: l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Nel giugno del 1941, per motivi strettamente ideologici, la Germania invade l’Unione Sovietica e riesce a penetrare in profondità nei suoi territori ma con l’arrivo dell’inverno si è costretti ad uno stallo. L’entrata in guerra degli Stati Uniti, invece, è più legata al Giappone. Infatti, in risposta alle azioni espansionistiche del Giappone ai danni della Cina, gli Stati Uniti pongono un blocco alle esportazioni. Nel frattempo quest’ultimi, prima con la legge affitti e prestiti e poi con la Carta Atlantica, siglano un’alleanza con l’Inghilterra, che però include solo un supporto logistico con la fornitura di materiale bellico, finanziamenti e viveri. Sarà poi l’attacco a Pearl Harbor, una base militare statunitense nelle Hawaii, avvenuto nel dicembre del 1941, a far entrare gli Stati Uniti in guerra a tutti gli effetti. Nascono ufficialmente quelli che verranno chiamati “Gli Alleati.

Tra il 1942 e il 1943, la situazione, inizialmente favorevole per le forze dell’Asse, si ribalta. Il conflitto si svolge in tutto il globo: dal Pacifico all’Atlantico, dall’Africa all’Europa orientale. Per mare gli Stati Uniti riescono ad avere la meglio sia sul Giappone, soprattutto con la vittoria del Guadalcanal, sia sulla Germania, riuscendo a spezzare il suo accerchiamento di sottomarini. D’altro canto l’Inghilterra, in seguito alla battaglia di El Alamein riesce a riacquistare il pieno controllo dell’Africa, mentre l’Unione Sovietica con la battaglia di Stalingrado (un assedio durato ben 7 mesi) respinge l’invasione tedesca.

 

LA SITUAZIONE ITALIANA

In Italia il 1943 è segnato dalla caduta del fascismo. Il 10 luglio 1943, gli alleati sbarcano [a Licata, in Sicilia e da lì cominciano a risalire lungo la penisola. Mussolini è messo in minoranza dal Gran Consiglio del Fascismo, e su ordine del re Vittorio Emanuele III viene arrestato e tenuto prigioniero sul Gran Sasso. Contemporaneamente, viene sciolto il partito fascista e il governo è affidato al maresciallo Badoglio. Questi, nel settembre del 1943, firma l’armistizio con gli Alleati che comporta una resa incondizionata. Non appena la notizia diventa pubblica, l’esercito nazista occupa l’Italia, e scende fino ad intercettare le forze alleate sulla cosiddetta linea Gustav, all’altezza di Cassino. Mussolini viene liberato e nei territori italiani occupati è costituita la Repubblica Sociale Italiana, detta anche Repubblica di Salò, un nuovo stato fascista sottomesso alla Germania nazista.

Gli ultimi anni della guerra, dal 1944 al 1945, vedono una lunga ma inesorabile liberazione, che avviene su più fronti e con tempi diversi. La Francia viene liberata da inglesi e americani nel settembre del 1944 con il famoso sbarco in Normandia che si conclude con la liberazione di Parigi. In Italia, nel giugno del 1944 le forze alleate riescono a sfondare la linea Gustav e a liberare Roma, continuano ad avanzare ma vengono fermate sulla cosiddetta linea Gotica, che va da Rimini a La Spezia. Le operazioni militari in Italia si fermano perché si è impegnati con la liberazione della Francia, e solo nell’aprile del 1945 viene sfondata anche la linea Gotica e nel giro di pochi giorni vengono liberate tutte le grandi città del Nord. Nel frattempo, dall’estate del 1943 l’Armata Rossa dell’Unione Sovietica procede nella sua avanzata verso Berlino, liberando nel contempo i paesi occupati dell’Est Europa. La Germania si trova tra due fuochi: da oriente dai sovietici, da ovest e sud dagli anglo-americani. Nel marzo del 1945 le truppe alleate entrano in territorio tedesco e così anche l’Armata Rossa, nel mese di aprile. Il 30 aprile 1945 Hitler si suicida, e tra il 7 e l’8 maggio viene firmata la resa senza condizioni della Germania. Ma la guerra non è finita: rimane ancora da battere il Giappone. La questione viene risolta con l’uso delle bombe atomiche lanciate tra il 6 e il 9 agosto del 1945 sulle città di Hiroshima e Nagasaki, che vengono rase al suolo. Il 2 settembre il Giappone firma la resa senza condizioni. Con un bilancio di circa 50 milioni di morti, è la fine della guerra e l’inizio di una pace piuttosto ambigua. Vediamo in che senso.

LE CONSEGUENZE

In realtà, i trattati di pace erano già iniziati durante la guerra. Il primo passo era stato fatto nel 1941 quando Stati Uniti e Inghilterra firmano la Carta Atlantica, che esprime una serie di principi generali tra cui il desiderio di un disarmo generalizzato e il diritto dell’autodeterminazione dei popoli. Nel 1943 si procede con la Conferenza di Teheran, alla quale si unisce anche l’Unione Sovietica. Questa esprime la volontà di “annettere” i paesi confinanti per proteggersi da aggressioni esterne. Inoltre, si decide la divisione della Germania in diverse “zone di influenza”. Nel febbraio del 1945, a guerra quasi finita, la Conferenza di Yalta sancisce la divisione della Germania (e di Berlino) in quattro zone di influenza, oltre ad ulteriori pesanti condizioni come lo scioglimento dell’esercito tedesco, la “denazificazione” della Germania e il perseguimento dei criminali nazisti. Ma la cosa importate è che a Yalta e poi ancora di più alla successiva conferenza di Potsdam avvenuta nel luglio del 1945, inizia ad emergere una certa conflittualità tra Stati Uniti e Unione Sovietica, le due grandi superpotenze di questa guerra. Questo preannuncia quello che segnerà i successivi 40 anni di storia: la guerra fredda. 

Ma questo è un altro pezzo di storia, per un altro video di Più Di Sei.

 

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