Romanticismo: contesto storico

Nonostante la Restaurazione imposta dal Congresso di Vienna, tra il 1820 e il 1848 in quasi tutta Europa esplosero moti di varia natura: – in alcuni casi i rivoluzionari chiedevano ai monarchi il riconoscimento, attraverso una carta costituzionale, di maggiori libertà e diritti per i sudditi; – in altri casi, le richieste di maggiore libertà si univano a quelle di giustizia sociale e di maggiore rappresentanza politica anche per le classi più povere; – infine, nei Paesi ancora sottomessi a potenze straniere, come l’Italia, l’obiettivo era l’indipendenza nazionale.

Il Romanticismo in Italia

In Italia la formazione del movimento romantico fu stimolata da un articolo di Madame de Staël (“Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni”, 1816), in cui si invitavano gli italiani ad aprirsi alle correnti più vive della letteratura europea. Intellettuali come Giovanni Berchet, Pietro Borsieri, Silvio Pellico accolsero con favore le tesi dell’articolo. Dalla Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo (1815) di Giovanni Berchet, principale manifesto del Romanticismo italiano (immagina, scrivendo al proprio figlio, di sottolineare l’importanza dello studio delle letterature straniere), emerse l’esigenza di una cultura moderna, che si rivolgesse ai ceti medi (il «popolo») utilizzando una lingua più semplice e colloquiale di quella tradizionale e che concorresse al progresso civile e morale concentrandosi sul “vero”. Tali idee suscitarono varie ostilità. In campo letterario, contro i romantici si schierarono i “classicisti”, i quali sostenevano che:

– la vera arte poteva essere solo imitazione della perfezione raggiunta in età greca e latina;

– la lingua utilizzata degli scrittori e dai poeti doveva essere sempre ispirata ai modelli trecenteschi e alle regole dell’Accademia della Crusca.

Alla polemica tra classicisti e romantici parteciparono anche, in modi diversi, tre autori molto importanti per la storia della letteratura italiana:

Ugo Foscolo, che pur ispirandosi all’arte classica introdusse nel nostro Paese molte tematiche tipiche del Romanticismo;

Giacomo Leopardi, che rinnovò profondamente la forme e i contenuti della poesia italiana;

Alessandro Manzoni, autore del romanzo storico I promessi sposi, in cui oltre ad affrontare tematiche morali e civili, offrì un modello di lingua italiana scritta moderna e comprensibile anche ai ceti popolari.

I caratteri del Romanticismo italiano

I caratteri principali del Romanticismo italiano furono:

– la rivalutazione della fantasia, della passione e del sentimento; per i romantici infatti ogni uomo si distingueva dagli altri proprio per la forza delle sue passioni. Il Romanticismo fu quindi il periodo degli amori appassionati, degli slanci patriottici, delle ribellioni al potere costituito: in altre parole, del gesto eroico individuale come affermazione di sé e della propria volontà;

– l’esaltazione dei concetti di patria e di nazione, intesi come una comunità di persone, il popolo, unito da vincoli di lingua, religione, tradizioni e valori condivisi da tutti. Lo scrittore italiano Alessandro Manzoni scrisse che la patria doveva essere «una d’arme, di lingua, d’altare, di memoria, di sangue e di cor». Ne deriva la rivalutazione della Storia, intesa come patrimonio delle tradizioni di un popolo e come riscoperta delle “radici” della propria identità;

– l’esigenza di dare vita a un’arte popolare, legata alla storia e ispirata alla realtà concreta della vita umana;

– la concezione della Storia come processo evolutivo, per cui ogni epoca trova le sue radici in quella precedente: è per questo motivo che gli intellettuali romantici rivalutarono il Medioevo, considerandolo non più un periodo di ignoranza e superstizione, come avevano fatto gli Illuministi ma, al contrario, il momento in cui erano state poste le basi dell’Europa moderna;

– la rivalutazione della religione cristiana come espressione del sentimento religioso individuale e come radice culturale comune a tutti i popoli europei.

Le differenze tra Romanticismo italiano e Romanticismo europeo

Nei paesi stranieri lo scrittore romantico è essenzialmente antiborghese, spesso in modo esasperato, e si rivolta contro la stessa matrice da cui proviene.  Al contrario, in coerenza con la funzione positiva ancora esercitata dagli intellettuali italiani, l’orientamento dominante del nostro Romanticismo del primo Ottocento è l’aderenza al «vero», l’impegno per il progresso civile, sociale, economico, l’intento di rivolgersi proprio al pubblico delle classi medie con forme letterarie “popolari”, per interpretarne i gusti e i valori.

I generi letterari del Romanticismo

I generi letterari più praticati dagli artisti romantici furono:

– la poesia lirica, attraverso la quale i poeti esprimevano inquietudini, ansie, desideri e speranze, cioè il proprio mondo interiore. Temi cari ai poeti romantici furono, ad esempio, la contemplazione di paesaggi suggestivi e la meditazione sul destino proprio e di tutti gli uomini;

– il romanzo storico, cioè una lunga narrazione in prosa in cui le vicende immaginarie dei protagonisti vengono collocate in un determinato periodo, ricostruito con precisione e coerenza.

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